Gibellina scrive una nuova pagina della sua storia con la proclamazione a Capitale italiana dell’Arte contemporanea. Un prestigioso riconoscimento che è il coronamento di un sogno iniziato con la visione illuminata di Ludovico Corrao, nutrito dall’impegno incessante di un’intera comunità e dalla dedizione della Fondazione Orestiadi. Giunto alla sua 45ª edizione, il Festival si conferma il cuore del Polo della contemporaneità siciliana. Mezzo secolo di ricerca e sperimentazione che oggi celebriamo non solo come un anniversario, ma come la testimonianza di un progetto lungimirante capace di trasformare il territorio in un palcoscenico permanente di bellezza e pensiero. L’arte e il teatro non sono solo espressioni estetiche, ma le radici stesse dell’identità culturale di Gibellina. Un magnete culturale che, grazie al sigillo del Ministero della Cultura, riceve oggi un nuovo e potente slancio sulla scena internazionale. Un cammino fatto di coerenza, linguaggi innovativi e una progettualità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini.
La Regione Siciliana rinnova il proprio sostegno alla Fondazione Orestiadi e al suo Festival, orgogliosa di accompagnare un percorso che unisce arte, ricerca e impegno civile, rendendo la Sicilia un punto di riferimento imprescindibile nel panorama culturale contemporaneo e consolidando la sua attrattività turistica attraverso un’offerta che coniuga sapientemente l’eredità millenaria e le nuove avanguardie artistiche.
Elvira Amata
Assessore Regionale Turismo, Sport e Spettacolo
Le Orestiadi sono giunte alla loro 45° edizione in un anno davvero speciale per la città di Gibellina e per tutta la Sicilia, l’anno in cui Gibellina è stata insignita del riconoscimento di prima Capitale italiana dell’arte contemporanea, questo rappresenta un grande traguardo condiviso con tutto il territorio e con l’intera regione. Il progetto di Ludovico Corrao dopo il terribile terremoto del 1968, oggi viene riconosciuto da tutti e si concretizza grazie ad un lungo cammino intorno all’arte contemporanea e al teatro, portato avanti sul territorio con fatica e dedizione dalla Fondazione Orestiadi. Questo 45° Festival delle Orestiadi, confermando l’unicità del suo progetto in Sicilia in questi anni, sarà a pieno titolo una vera festa delle arti contemporanee a cui il nostro Assessorato si unisce con stima e ottimismo per il futuro.
Francesco Scarpinato
Assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana
Quest’anno si celebra la 45ima edizione del Festival delle Orestiadi, e con essa un nuovo riconoscimento Gibellina è la prima Capitale dell’arte contemporanea italiana. Due traguardi raggiunti grazie alle istituzioni regionali e nazionali, e all’impegno creativo di artisti, artigiani, il direttore Alfio Scuderi con il personale della Fondazione Orestiadi e il supporto del Comune. Una forte coesione e una visione condivisa che merita un ringraziamento particolare a ciascuna persona. Una sfida imponente per una piccola comunità che è riuscita a scommettere e vincere sulle difficoltà proprie delle grandi imprese. Gibellina si conferma città resiliente che grazie al contributo degli artisti ha trasformato le fragilità in una resistenza armata delle sole metafore dell’arte. Le parole, la musica, l’azione scenica ci sono sempre state compagne nel nostro viaggio verso una cultura di pace. L’arte del teatro ci ha aiutato ad approfondire il senso del nostro fare, del nostro vivere. I testi poetici hanno rinvigorito l’impegno in difesa dei valori e delle utopie, e l’attenzione ai principi che hanno guidato il nostro paese verso la libertà e le relazioni pacifiche con i paesi limitrofi.
In questo anno di particolare importanza per la nostra storia Emilio Isgrò torna con la sua rinnovata versione dell’Orestea. La sua opera, assieme a quelle di Roberto Andò e Paolini, di Dario Fo e Baliani, attraverso la bellezza indicano i mali che corrompono l’animo, e lo portano al male agire, l’odio e il rancore che generano le guerre fratricide distruggendo il benessere e il quieto vivere. Le Orestiadi testimoniano ancora una volta un teatro che non si ferma alla denuncia ma rilancia nuove riflessioni adatte ai tempi e rinnova i sogni.
Francesca Maria Corrao
Presidente Fondazione Istituto di alta cultura Orestiadi



