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Regista/Connettore

24 luglio 2021 Ore 18.30 – Orestiadi di Gibellina – Baglio di Stefano

 

 

Tavola rotonda con

RAC – regist_a confronto, la prima associazione di categoria de_ regist_ teatrali.

Interverranno: Guido Valdini, Giuliano Scarpinato, Filippo Renda, Giuseppe Cutino, Claudia Puglisi, Giuseppe Massa, Alfio Scuderi

Solitari_, autoritari_, al vertice, al comando, privilegiat_, indifferenti o addirittura avvers_ per natura ad un progetto comunitario. Quanti pregiudizi avvolgono la figura de_ regista nell’inconscio collettivo?
Corrispondono ancora ad una qualche realtà? O quelle definizioni ci parlano di una regia da manuale, che non esiste più, non nella vera vita della stragrande maggioranza di coloro che hanno scelto questa professione in Italia ?

R.A.C. (Regist_ a confronto), è la prima associazione di categoria per registe e registi teatrali in Italia.
Nata in seno all’emergenza covid 19 come spazio di confronto e dibattito, R.A.C. si pone l’obiettivo di superare la oramai consolidata “solitudine” della figura de_ regista, e di promuovere una ridefinizione dei presupposti deontologici del lavoro di regia. L’associazione intende operare per una crescita sana ed equilibrata del sistema teatrale, in cui registe e registi non siano solo portatori di diverse e originali visioni artistiche, ma anche connettori, anelli di congiunzione tra le varie professionalità coinvolte nella realizzazione dei loro spettacoli, figure di riferimento per la loro tutela.
La pandemia ci ha messo di fronte ad una possibilità, forse una responsabilità: confrontarci, dialogare sugli aspetti più critici del nostro fare teatro.
Proponiamo di approfondire l’indagine sulla categoria in una serie di tavole rotonde, attraverso un dibattito fra regist_, giornalist_, studios_, dirigenti, nel tentativo di dare una risposta ai seguenti quesiti:

Chi è il/la regista? Cosa è cambiato nell’assetto del teatro italiano negli ultimi 70 anni? La/il regista può ottenere tutela e tutelare le altre figure professionali? Come l’aspetto etico influisce su quello artistico? Da migliori condizioni di lavoro possono nascere migliori spettacoli?

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