Data: 05/07/2026
Ora: 19:30


Baglio Di Stefano

 

 

restituzione scenica del laboratorio a cura di Marco Baliani

intorno all’affabulazione di Dario Fo

Progetto site specific per il Centenario della nascita di Dario Fo

#dariofo100

 

BIGLIETTI

 

Il laboratorio teatrale che vado presentando è un omaggio a quel grande affabulatore di storie che è Dario Fo. Non ho detto “è stato” ma “è”. 

Coloro che in ogni linguaggio d’arte lasciano un segno indelebile del loro passaggio, poi, nello scorrere del tempo, non passano mai, restano interi e integri, viventi, ogniqualvolta li pensiamo, li indaghiamo o ne vediamo l’esito attraverso le opere.

Vorrei trasformare uno dei suoi più celebri pezzi tratti dal mitico Mistero Buffo in un percorso di conoscenza dell’arte del narrare.

Dedicando a lui questo percorso di esplorazione della parola propongo a coloro che parteciperanno al laboratorio l’esperienza dell’oralità narrante.

Prenderemo come nostro riferimento il frammento del Mistero Buffo in cui Fo racconta (ma nel suo modo di raccontare la parola “affabulazione” risuona con più nitidezza) l’episodio della resurrezione di Lazzaro.

Dopo averne rivisto l’esecuzione attraverso un video cominceremo a percorrere quel pezzo visionario come fosse un affresco corale di voci.

In effetti la multiforme vitalità teatrale di Dario Fo crea, di quel frammento, come del resto di tutto Mistero Buffo, un grande coro di personaggi e voci da cui lui esce ed entra con la leggerezza di un atleta della parola.

Vorrei provare a ripetere, con altre voci, in gruppo, in coro, isolate o in duetti e monologhi, quella partitura attoriale, e così scoprire altre possibilità di punti di vista che possono affacciarsi nella improvvisazione del pezzo.

Ho scelto la figura di Lazzaro perché in qualche modo è metafora della stessa arte del racconto, le parole del narratore fanno ogni volta risorgere immagini dal mondo dell’invisibile facendole divenire matericamente vive agli ascoltatori

Vedremo di riuscire anche noi a far sorgere un nuovo Lazzaro, così che l’affabulazione di Dario Fo funzioni allo stesso modo di come agiscono i miti, facendo sorgere altre costellazioni dal suo stesso tronco, amplificando e allargando così il numero dei viventi anche se solo per la durata dell’atto teatrale.

Marco Baliani