Il Festival delle Orestiadi avvia la selezione di attori e attrici per la partecipazione gratuita al laboratorio a cura di Marco Baliani intorno all’affabulazione di Dario Fo per le Orestiadi di Gibellina edizione n. 45. I candidati dovranno inviare la propria adesione corredata di Curriculum alla mail festival@orestiadi.it entro e non oltre il 30 maggio.
Il laboratorio si svolgerà a Gibellina presso i locali della Fondazione Orestiadi dal 29 giugno al 5 luglio in orari pomeridiani. Il 5 luglio è prevista una restituzione aperta al pubblico.
La partecipazione al laboratorio sarà gratuita.
Dal 29 giugno al 5 luglio
LAZZARO AFFABULATO
laboratorio a cura di Marco Baliani
intorno all’affabulazione di Dario Fo con restituzione scenica
Progetto site specific per il Centenario della nascita di Dario Fo
#dariofo100
Il laboratorio teatrale che vado presentando è un omaggio a quel grande affabulatore di storie che è Dario Fo. Non ho detto “è stato” ma “è”.
Coloro che in ogni linguaggio d’arte lasciano un segno indelebile del loro passaggio, poi, nello scorrere del tempo, non passano mai, restano interi e integri, viventi, ogniqualvolta li pensiamo, li indaghiamo o ne vediamo l’esito attraverso le opere.
Vorrei trasformare uno dei suoi più celebri pezzi tratti dal mitico Mistero Buffo in un percorso di conoscenza dell’arte del narrare.
Dedicando a lui questo percorso di esplorazione della parola propongo a coloro che parteciperanno al laboratorio l’esperienza dell’oralità narrante.
Prenderemo come nostro riferimento il frammento del Mistero Buffo in cui Fo racconta (ma nel suo modo di raccontare la parola “affabulazione” risuona con più nitidezza) l’episodio della resurrezione di Lazzaro.
Dopo averne rivisto l’esecuzione attraverso un video cominceremo a percorrere quel pezzo visionario come fosse un affresco corale di voci.
In effetti la multiforme vitalità teatrale di Dario Fo crea, di quel frammento, come del resto di tutto Mistero Buffo, un grande coro di personaggi e voci da cui lui esce ed entra con la leggerezza di un atleta della parola.
Vorrei provare a ripetere, con altre voci, in gruppo, in coro, isolate o in duetti e monologhi, quella partitura attorale, e così scoprire altre possibilità di punti di vista che possono affacciarsi nella improvvisazione del pezzo.
Ho scelto la figura di Lazzaro perché in qualche modo è metafora della stessa arte del racconto, le parole del narratore fanno ogni volta risorgere immagini dal mondo dell’invisibile facendole divenire matericamente vive agli ascoltatori
Vedremo di riuscire anche noi a far sorgere un nuovo Lazzaro, così che l’affabulazione di Dario Fo funzioni allo stesso modo di come agiscono i miti, facendo sorgere altre costellazioni dal suo stesso tronco, amplificando e allargando così il numero dei viventi anche se solo per la durata dell’atto teatrale.







