Atti di resistenza contemporanea è il titolo che ho immaginato per questa edizione del Festival, proprio perché ritengo che portare avanti un progetto al tempo stesso ambizioso e coerente come quello delle Orestiadi, in questi 45 anni di attività, sia stato e sia, ancora oggi, un atto rivoluzionario, di resistenza appunto, un impegno civico e sociale oltre che teatrale e culturale, un progetto condiviso con il territorio, proseguendo quel sentimento di rinascita che ha contraddistinto il progetto del Festival sin dalle sue prime edizioni.
Il Festival di quest’anno è immaginato come una grande Festa, una Festa per l’importante riconoscimento ottenuto, una Festa in cui ripercorrere l’articolato cammino fatto fino ad ora, una Festa per festeggiarsi e per festeggiare l’arte. E questa Festa tra passato e futuro, tra storia e innovazione, non poteva che ripartire dall’Orestea di Emilio Isgrò, l’opera iconica che diede il nome al Festival segnando quella linea tra classico e contemporaneo che ha guidato le Orestiadi in queste 45 edizioni, che ritornerà a Gibellina, al Cretto di Burri, in una versione installativa del tutto nuova per Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea. Dall’Orestea, all’Orestea, così vogliamo iniziare a festeggiare, non a caso, questi 45 anni di resistenza contemporanea. In questa Festa si celebreranno due importanti ricorrenze, come i due centenari di Dario Fo e Arnaldo Pomodoro, con due creazioni inedite dedicate a questi due grandi artisti, che hanno avuto un rapporto speciale con la storia di Gibellina.
Una festa si condivide con le persone care, per questa ragione un gesto di sincero riconoscimento da parte del Festival a cui ha contribuito in maniera determinante, sarà rivolto all’artista Roberto Andò, per raccontare la sua multiforme carriera, il cui percorso artistico ha avuto un importante avvio proprio a Gibellina negli anni novanta, lo racconteremo con un suo particolare “Autoritratto” curato da Vincenzo Trione e grazie all’installazione immaginata con Mimmo Paladino, con la voce di Toni Servillo, ispirata dai testi di Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello “Qui la vita non è altrove” eventi prodotti per Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea. E poi la Festa la faranno ovviamente gli artisti, che con il loro contributo ne determineranno la riuscita, da Donatella Finocchiaro a Vincenzo Pirrotta, da Sandra Toffolatti a Fabrizio Falco, da Govanni Caccamo ad Angelo Sicurella, da Aurora Falcone a Federica D’angelo, da Ugo Dighero a Marco Baliani, da Silvia Ajelli a Giulia Mei, da Gaia Insenga a Eletta Del Castillo, da Isabella Ragonese a Federica Aloisio, da Caludia Puglisi a Federica Marullo, da Eduardo Cicelyn a Vincenzo Ferrera, da Federica D’amore a Dario Sulis, da Antonio Rezza a Marco Paolini, da Giacomo Cuiticchio a Paolo Fresu, da Daniele Bonaventura a Antonio Dimartino e tutti gli altri….che ringrazio uno per uno per aver accettato l’invito.
Che la Festa abbia inizio!
Alfio Scuderi
Direttore artistico Festival delle Orestiadi


