• AGAMENNUNI, 1983
    AGAMENNUNI, 1983
  • VILLAEUMèNIDI, 1985
    VILLAEUMèNIDI, 1985
  • VILLA EUMèNIDI, 1985
    VILLA EUMèNIDI, 1985
  • LA TRAGEDIA DI DIDONE Scene, 1986
    LA TRAGEDIA DI DIDONE Scene, 1986
  • ORESTEA PETER STEIN, 1987
    ORESTEA PETER STEIN, 1987
  • LE TROIANE DIAPO, 1988
    LE TROIANE DIAPO, 1988
  • La Sposa di Messina, 1990
    La Sposa di Messina, 1990
  • metamorfosi di una melodia, 1992
    metamorfosi di una melodia, 1992
  • Bob Wilson, 1993
    Bob Wilson, 1993
  • FEDRA, 1995
    FEDRA, 1995
  • Verso Machbeth, 1998
    Verso Machbeth, 1998
  • Il Silenzio, 2000
    Il Silenzio, 2000

Venticinque secoli or sono, un immigrato per mare in Sicilia, Eschilo scrisse e mise in scena il tragico destino di Oreste, che nel cancellare la vita dei progenitori rifiutò il dispotismo teocratico negatore della ragione, dei sentimenti e della libertà dell'uomo, affermando, per la prima volta nella storia, lo stato di diritto e un nuovo ordine di democrazia e di pace.

Dopo venticinque secoli, all’indomani di un terremoto che ha cancellato 14 città nella Valle del Belìce, ancora in Sicilia, si riproponeva il tema del riscatto dell'uomo dalle oppressioni di antiche e nuove miserie e da una cieca sorte di emarginazione e violenza.

Così, per celebrare la rifondazione della città e segnare l’aurora di un nuovo destino, sulle rovine della distrutta Gibellina, novella Troia e immaginario Palazzo degli Atridi, Ludovico Corrao riproponeva la recita dell'Orestea nel siciliano poetico inventato da Emilio Isgrò.

Un'operazione di fede nella vita da riconquistare, animata e recitata sulle macerie da tutta la popolazione di Gibellina, contrassegnata dalle arti sceniche e musicali di grandi artisti, parlata con la forza della lingua dei padri e degli emigranti di oggi.

Un messaggio di resurrezione per tutti i popoli minacciati nella loro vita e nella loro cultura dai sismi della storia e dai più potenti terremoti di civiltà, operati dagli sconvolgimenti della guerra e dal nuovo dispotismo globale.

L'Orestea segna l'inizio di una profonda germinazione di incontri creativi tra artisti, architetti, musicisti, poeti, contadini, artigiani, operai, donne e giovani che insieme rifondano la città, ne segnano le strade e le case, riscoprono il valore eterno dell'arte e della bellezza, scavano nelle radici della loro identità e della loro storia per scoprire il genius loci nella nuova terra promessa, raggiunta ed edificata dopo quattordici anni di esilio e di baracche.

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