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I gioielli

La collezione è considerata una delle più originali del Mediterraneo poiché include preziosi che testimoniano le numerose corrispondenze tra i manufatti dei diversi popoli della regione. L’esposizione rivela le reciproche influenze e le esclusive peculiarità sul piano delle tecniche, dei materiali e delle forme. La perlinatura, la filigrana, l’intaglio, il cesello, il niello sono alcune delle tecniche utilizzate per realizzare i gioielli tanto dagli orafi andalusi quanto dai palermitani, dai Cabili d’Algeria e dai maestri di Damasco e di Sana’a.

Nelle diverse culture si osservano similitudini anche per la funzione che i gioielli assolvono sul piano sociale e rituale; le concordanze si estendono nel campo figurativo e anche negli aspetti decorativi apotropaici. La virtuosa lavorazione della filigrana impreziosisce sia i monili creati in Yemen che quelli del Maghreb e li connota per la specificità della manifattura ebraica. 

Dalla raccolta spiccano per sontuosità e ricchezza i gioielli algerini dello Beni Yenni in argento cesellato ornato con filigrana di particolare pregio, corallo e smalti, secondo una tradizione che risale all’alto medioevo.

Le carovane che dall’India attraversavano lo Yemen e poi risalivano per le coste mediterranee approdavano anche in Sicilia. L’isola, al tempo della dominazione musulmana, era luogo di transito per i pellegrini che si recavano dall’Andalusia alla Mecca e per i commercianti interessati ad acquisire il pregiatissimo corallo trapanese. Le tecniche di lavorazione dei gioielli sono comuni a tutti i popoli dell’area mediterranea che sono stati in contatto con la civiltà islamica.

La perlinatura dell’argento, la filigrana, l’intaglio, il cesello, e l’intarsio con corallo e ambra sono elementi caratteristici.
Altra specificità è l’uso degli smalti secondo diversi modelli, che in parte riprendono la tradizione bizantina e in parte accolgono la successiva elaborazione dell’arte decorativa ottomana. I vari colori usati per gli smalti spesso definiscono la provenienza. La particolare lavorazione della filigrana, impreziosisce i monili provenienti dalla Turchia e dal Medio Oriente e li distinguono per virtuosismo.

 

The jewels 

The entire collection is considered one of the most important of the Mediterranean. The collection includes precious items attesting to the many common features amongst the artefacts of the various Mediterranean peoples, in terms of techniques, materials and forms; the display reveals both the reciprocal influences and exclusive peculiarities. Beading, filigree, carving, engraving and “niello” are among the techniques adopted by the goldsmiths of both Andalusian and Palermo, by the Kabyles of Algeria and the master craftsmen of Damascus and Sana’a.

In the various cultures we also see similarities in the functions the jewels served at the social and ritual level, similarities also to be found in the figurative field and the decorative apotropaic aspects. Fine filigree crafting enhances the jewels created in Yemen and Maghreb alike. 

Outstanding in the collection for magnificence and richness are the Algerian jewels of Beni Yenni in engraved silver adorned with particularly fine filigree, coral and enamel, following a tradition dating back to the Middle Ages.

The caravans from India that traversed Yemen and then veered up to the Mediterranean coasts also arrived in Sicily. At the time of Muslim rule, the island was a place of transit for pilgrims on their way from Andalusia to the Mecca, and for traders interested in purchasing the superb coral of Trapani. The techniques applied in crafting the jewels are common to all the people of the Mediterranean area that were in contact with Islamic civilisation. 

Silver beading, filigree, carving, engraving and in lay with coral and amber are some of the characteristic features. Another peculiarity is the use of enamel following various models which in part look back to Byzantine tradition and in part incorporate the subsequent elaboration of Ottoman decorative art. The various colours used for the enamels indicate the provenance. Superb filigree crafting enhances the jewels from Turkey and the Middle East, which stand out thanks to the masterful virtuosity they display.

 

Anastazja Buttitta

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