L’attività culturale della fondazione “Orestiadi” di Gibellina non si risolve soltanto  nella produzione di mostre e di eventi teatrali o musicali. Essa si fonda e fonda la propria strategia sullo sconfinamento e lo scambio, la conferma di una attitudine socratica che trova il proprio valore nel dialogo.

“Ateliers” risponde a un progetto di sensibilizzazione territoriale sull’intera geografia mediterranea, con la possibilità di soggiorno creativo per artisti di diversi paesi a Gibellina, Tunisi  o in altri luoghi gestiti  dalle “Orestiadi”.

Si vuole con questo progetto portare a contatto direttamente l’artista con i giovani del posto, mettere al centro il processo creativo che questi sviluppa durante un soggiorno testimoniato alla fine da opere che sicuramente sono intrise anche da una sorta di spirito del luogo.

Per una maggiore apertura e un autentico pluralismo culturale non esistono fasce generazionali protette e nemmeno poetiche di artisti privilegiati. Ancora una volta le “Orestiadi” promuovono una attività che gioca sul doppio versante della presenza operativa  dell’artista e la permanenza finale di opere che testimoniano il suo passaggio.

E’ evidente la differenza per linguaggi e poetiche degli artisti tra loro. Emerge chiaramente un ulteriore valore, quello di un multiculturalismo che ha sempre sostenuto la strategia diffusiva della fondazione Orestiadi.

Emerge ancora un ventaglio di stili, tecniche e materiali, portatori tutti di una creatività tesa a cogliere anche lo spirito del nostro tempo. Un modo di approfondire  un genius loci che è frutto di una ampia dialettica tra l’antropologia esistenziale dell’artista e quella riguardante la geografia del posto.

Prevale alla fine un nomadismo culturale che dà fertilità alla presenza di opere per nulla statiche, capaci invece di bucare il territorio, aprirlo a sorprendenti corto-circuiti che arricchiscono la conoscenza dell’arte e della problematica realtà che ci circonda.

L’accento socratico degli ateliers è testimoniato anche dai lunghi soggiorni di questi artisti a Gibellina, la costanza di un dialogo che si fa estremamente stimolante per molti giovani provenienti dall’intera regione siciliana. Ecco un modo di far parlare una lingua universale ad una arte contemporanea che, attraverso il processo creativo, trova la possibilità di sviluppare nuove lunghezze d’onda di conoscenza ed una ulteriore speranza per le ultime fasce generazionali di giovani aperti all’arte, che sembra rappresentare l’unica apertura sul futuro.

 

Achille Bonito Oliva

 

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