• Quattro quadretti
    Quattro quadretti

    Alighiero Boetti, Quattro quadretti, (25 x 25)x4, cotone su tela, 1972.

  • L'antica darsena
    L'antica darsena

    Antonio Corpora, "L'antica darsena", 130 x 162, acrilici su tela, 1985.

  • L'angelo
    L'angelo

    Bob Wilson, "L'angelo", 62 x 86.5, acquarello, 1991.

  • Frammenti
    Frammenti

    Carla Accardi, "Frammenti", 55 x 65, tempera su tela, 1955 .

  • Pastore siciliano
    Pastore siciliano

    Carlo Levi, Pastore siciliano, 39 x 47, acrilici su tela,  1955.

  • Impronta II
    Impronta II

    Corrado cagli,  Impronta II , 72 x 50, tecnica mista su carta, 1965.

  • Le bagnanti
    Le bagnanti

    Fausto Pirandello, Le bagnanti, 63 x 83, olio su tavola, 1940.

  • Costruttivismo e Ricostruzione
    Costruttivismo e Ricostruzione

    Franco Angeli, Costruttivismo e Ricostruzione, 220 x 340, olio e smalti su tela, 1985.

  • Dalla Cina
    Dalla Cina

    Giulio Turcato, Dalla Cina, 92x62, tecnica mista su carta, 1973.

  • A Ludovico
    A Ludovico

    /Joseph Beuys, A Ludovico, 56 x 46, matita su carta, 1981.

  • Blu scuro
    Blu scuro

    Mario Schifano, Blu scuro,50 x 60,  acrilico su tela, 1984.

  • Pediera
    Pediera

    Pietro Consagra, Pediera, 193 x 143, legno e ferro, 1981.

  • Ancienne Menee
    Ancienne Menee

    Pietro Dorazio, Ancienne Menee , 161 x130, olio su tela. 1957.

  • Gibellina Grigio
    Gibellina Grigio

    Toti Scialoja, Gibellina Grigio, 142 x 301, colori vinilici su canapa, 1985.

  The English translation is at the end of this text

La collezione d’arte contemporanea nasce dalla donazione di Ludovico Corrao e della famiglia cui si aggiungono i lavori donati dagli artisti a conclusione della loro permanenza in atelier a Gibellina e da donatori privati e pubblici. Tra i numerosi artisti che hanno realizzato le loro opere in residenza si ricordano, Mario Schifano, Toti Scialoja, Massimo Antonaci, Tonio Trzebinski (Polonia), H.H. Lim (Malesia), Li Xiang Yang (Cina).

Gli artisti hanno sempre aperto i propri ateliers alla gente del luogo, sia attraverso le collaborazioni con gli artigiani sia con i laboratori svolti con gli studenti.

La collezione è distribuita negli spazi esterni, nel Granaio e negli edifici centrali del Baglio Di Stefano, dove è esposta la raccolta del Museo delle Trame Mediterranee con abiti, tappeti, reperti, manufatti, ceramiche classiche e moderne.

Ogni parte di essa narra un percorso che nasce dalla passione di Corrao per l’arte e dalle sue amicizie con pittori quali Renato Guttuso e Corrado Cagli in un primo momento, poi, con gli altri artisti delle avanguardie.

Nel corpo centrale si trova la raccolta giovanile di Corrao, collezionista d’arte e appassionato di cultura materiale. Qui i quadri di esponenti storici del Novecento si intrecciano con i manufatti decorativi provenienti dall’area mediterranea; tra le opere si segnalano quelle di Lia Pasqualino Noto, Fausto Pirandello, Filippo De Pisis, Ottone Rosai, Fiorenzo Tomea, Renato Guttuso. La raccolta avviata nella fase della presidenza di Corrao alla Fondazione Orestiadi comprende opere di Sante Monachesi, Michele Canzoneri, Baldo Diodato, Rossella Leone e Nanda Vigo.

Nel granaio invece il percorso segue il filo cronologico a partire dai lavori del gruppo Forma 1, artisti che negli anni Cinquanta aprirono il dibattito in Italia tra realismo e astrattismo, con i dipinti di Carla Accardi, Piero Dorazio, Giulio Turcato e le sculture di Pietro Consagra. A questi lavori seguono quelli dei principali esponenti della Scuola di Piazza del Popolo, tra cui Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa e Mambor. La raccolta include anche l’esperienza della ricerca visiva degli anni Settanta e Ottanta con opere di Alighiero Boetti, Toti Scialoja, Mimmo Germanà, Nunzio, Rocco Genovese, Joseph Beuys, Antonio Corpora, Sebastian Matta, Franco Accursio Gulino; degli esponenti dell’arte verbo-visiva, Emilio Isgrò – che ha riscritto per le Orestiadi la trilogia di Eschilo – e Luca Patella; dei concettuali, Alfonso Leto, Nino Longobardi, Bruno Ceccobelli, Krzysztof Bednarsky, Crescenzio Del Vecchio Berlingeri.

Il Granaio accoglie anche diversi lavori di artisti provenienti dall’area mediterranea e da alcuni paesi del Nord Africa tra cui Hakim Abbaci (Algeria), Nja Mahdaoui (Tunisia) e Moussa Traore (Senegal). Ad essi si interpongono le opere di artisti orientali come quelle di  Chan Kuo Kiang o informali come Renata Boero.

Il corpo centrale del granaio accoglie il Tappeto volante, installazione ideata dal Gruppo Stalker e realizzata nel 2000 da Ararat centro sociale curdo a Roma, in occasione della  mostra itinerante “Islam in Sicilia”, presentata nelle principali capitali del Mediterraneo e del Medio Oriente.

Un nucleo specifico è composto dalle scenografie degli spettacoli delle Orestiadi, tra cui spiccano le macchine spettacolari di Arnaldo Pomodoro, l’installazione Gibella del martirio di Emilio Isgrò e La montagna di sale, concepita da Mimmo Paladino per La Sposa di Messina (esterno). Negli spazi antistanti il museo si possono ammirare altre installazioni di Alfredo Romano, Richard Long, Peter Briggs, Francesco Arecco, Michele Cossyro, Ben Jakober, Salvatore Cuschera. Il percorso dell’itinerario espositivo mette a confronto persistenze e contaminazioni linguistiche, stilistiche e culturali, nel desiderio di presentare una sintesi armoniosa e complessa della cultura contemporanea. Un microcosmo dove ognuno possa trovare un frammento di sé in relazione con le vicende antropologiche, locali ed internazionali.

 

Contemporary Art 

The collection of contemporary art began with the donation of Ludovico Corrao, his family and the works donated by artists who stayed to set up their own atelier as well as private and public donators. Among the many artists who participated in the ateliers it is worth mentioning Mario Schifano, Toti Scialoja, Massimo Antonaci, Tonio Trzebinski (Poland), H.H. Lim (Malaysia) and Li Xiang Yang (China), always opening their studios to collaborate with local artisans and conduct the workshops with students.

The collection is distributed in the outdoor spaces, in the granary and in the central buildings of the Baglio Di Stefano, where the collection of the Museum of the Trame Mediterranee is exhibited with its modern and classical textiles, costumes, carpets, artefacts and classical and modern potteries.

Each part of the collection takes the visitor on a journey, and this is the result of Corrao’s passion for Sicilian art; it started with the early friendships with painters such as Renato Guttuso and Corrado Cagli, and then, later, with the avant-guarde artists.

Displayed in the main building, is the collection of Sicilian furniture and paintings acquired by Corrao fine collector of arts and crafts. Here the paintings by historical representatives of the 20th century alternate with decorative artefacts from the Mediterranean area; we may mention painters such as Lia Pasqualino Noto, Fausto Pirandello, Filippo De Pisis, Ottone Rosai, Fiorenzo Tomea, Renato Guttuso. Among the works of art collected when Corrao was at the head of the Foundation Orestiadi are those of Sante Monachesi, Michele Canzoneri, Baldo Diodato, Rossella Leone and Nanda Vigo.

In the granary the exhibition follows chronological order starting with the works of the group Forma 1: Carla Accardi, Piero Dorazio, Giulio Turcato, Pietro Consagra, that opened in Italy the debate on realism and abstraction in the Fifties.

The collection proceed with the main representative of the Piazza del Popolo school, with artists such as Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa and Mambor, 

The exhibition area include also the experience of the visual research of Seventies and Eighties with the works of Alighiero Boetti, Beuys, Corpora, Matta, Gulino, Scialoja, Germanà, Nunzio, Rocco Genovese; from the artists of the visual-verbal art we mention Emilio Isgrò – author of the translation of Trilogy by Aeschylus Oresteia which gave the theatre festival its name – and Luca Patella; conceptual artists such as Alfonso Leto, Nino Longobardi, Bruno Ceccobelli, Krzysztof Bednarsky and Crescenzio Del Vecchio Berlingeri.

In the granary there are also works of artists of the Mediterranean area and Africa including Hakim Abbaci (Algeria), Nja Mahdaoui (Tunisia), Moussa Traore (Senegal). These creations alternate with Asian artists like Chan Kuo Kiang or non representational work by Renata Boero.

The Granary exposes the “Flying Carpet” made by the Stalker group and Ararat Kurdish cultural centre of Rome (2000). It was created in the occasion of the Islam in Sicily exhibition and visited many countries in the Mediterranean and in the Middle East.

A specific unit includes the scenery created for the theatre festival Orestiadi, including the scenery machines by Arnaldo Pomodoro, the installation by Emilio Isgrò Gibella del martirio and the Mountain Salt created by Mimmo Paladino for the play The bride from Messina (outward).

In front of the museum are displayed installations by Alfredo Romano, Richard Long, Peter Briggs, Francesco Arecco, Michele Cossyro, Ben Jakober, Salvatore Cuschera. The exhibition itinerary brings together in contrast and comparison elements of persistence and contamination, as well as aspects of linguistic, stylistic and cultural significance, with the aim of presenting a harmonious synthesis of contemporary culture in its many manifestations. In short, it is a microcosm where everyone can find something of his or her own self relating to anthropological and global events.

 

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