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In Sicilia, ponte dell’Europa verso  l’Africa, sono viventi e visibili le tracce intatte del suo lontano passato che è comune a tutti i popoli del Mediterraneo. Le analogie tra i segni e le forme riscontrabili nel patrimonio artistico mediterraneo rivelano l’esistenza della comune matrice culturale che si è intessuta sin dalla preistoria attraverso le migrazioni delle popolazioni provenienti dal Medio Oriente, la Grecia e dall’Africa.

A Gibellina, in provincia di Trapani, in quella parte della Sicilia che si protende verso il Maghreb, la Fondazione Orestiadi esplora e ricrea tali tracce e analogie nel suo Museo delle Trame Mediterranee dove le ceramiche, i tessuti, i gioielli e i costumi mostrano i legami esistenti  tra le culture dei popoli del mare.

La Fondazione ha sede nel complesso del Baglio di Stefano che, ricostruito a seguito del disastroso sisma che nel 1968 colpì la Valle del Belice, costituisce un esempio architettonico di eccezionale interesse artistico e culturale, esempio delle tipiche masserie che punteggiano le campagne trapanesi.

Il Granaio accoglie la collezione d’arte contemporanea della Fondazione Orestiadi, tra le più importanti d’Italia. Le opere documentano la permanenza degli artisti a Gibellina e il loro contributo per il progetto di ricostruzione della città. Sono in mostra le macchine spettacolari di Arnaldo Pomodoro per le Orestiadi, le opere degli artisti della Transavanguardia italiana:  Paladino, Cucchi, Germanà; di quelli di Forma Uno: Consagra, Accardi, Dorazio, Turcato; e tra le tante testimonianze quelle eclatanti di Beuys, Matta, Scialoja, Corpora, Isgrò, Schifano, Angeli, Boero, Alighiero Boetti, Longobardi, Nanda Vigo, Nunzio, Bob Wilson, Rotella, Crescenzio Berlingeri.

Nel cortile antistante il Granaio, è collocata la “Montagna di sale” di Mimmo Paladino realizzata per le Orestiadi del 1990, l’opera è considerata tra i più grandi lavori del maestro della Transavanguardia italiana.  Sempre  in esterno sono collocate opere di Cucchi, Consagra, Cuschera, Romano, Long e Briggs. Solo geograficamente distanti, si distendono: dietro la collina del Baglio Di Stefano, il grande Cretto di  Alberto Burri e a Gibellina la costellazione di opere che connotano l’ambiente urbano.

Gli spazi del Baglio di Stefano ed il Cretto di Burri ospitano annualmente nel periodo che va da luglio a settembre le Orestiadi di Gibellina rassegna internazionale di teatro, musica, arti visive con spettacoli, concerti e mostre che  negli anni hanno visto la presenza di artisti, attori, registi, quali Bob Wilson, Peter Stein, Emir Kusturica, Eimuntas Nekrosius, Philip Glass, Goran Bregovic, Moni Ovadia, Giorgio Albertazzi, Robert Lépage, Carlo Cecchi  

La Fondazione Orestiadi ha una seconda sede a Tunisi, nel palazzo Bach-Hamba, considerato tra gli edifici più belli della Medina.

 

LUDOVICO CORRAO

Ludovico Corrao (1927-2011), un uomo ricco e complesso di cui è difficile narrare in poche righe una vita densa di eventi straordinari. Eletto giovanissimo deputato nelle liste della Dc negli anni Cinquanta rompe l’unità dei cattolici in un unico partito e con Milazzo crea il movimento dei Cristiano-sociali conquistando il governo della Sicilia. Finita l’esperienza di assessore regionale Corrao è eletto parlamentare nazionale da indipendente di sinistra (1963). Sindaco di Alcamo nei primi anni Sessanta e poi Senatore della Repubblica (’68,’72,’94,’96). 

Avvocato coraggioso e non allineato sfida una Sicilia maschilista e medievale, col caso Franca Viola elimina il delitto d’onore dal codice penale italiano. É a fianco di Danilo Dolci e dei contadini in tante battaglie ma è anche un grande collezionista e amante dell’arte. Dopo il tragico terremoto del 1968 consacra la propria vita alla cultura e all’amore per la gente di Gibellina distrutta dal terremoto e ferita dalle umane miserie. Sindaco per un quarto di secolo, ha guidato la rinascita del centro belicino coinvolgendo architetti, artisti e intellettuali di grande prestigio e da vita al festival delle Orestiadi. Nel ’92 sempre nella sua Gibellina crea la Fondazione Orestiadi e il Museo delle Trame Mediterranee per continuare a costruire il suo sogno tangibile del dialogo tra le culture mediterranee e il mondo.

 

Ludovico Corrao (1927-2011) had a too rich and intense life to be summarized in few lines. In the late Fifties was a young deputy of the Sicilian Parliament when he broke up the unity of the Christian Democrats givig life to the Christian Social Party. After a short experience in the Governement of the Island he was elected member of the Italian Parliament (1963) and city mayor of Alcamo. During his long political career (Senator of the Republic in ’68,’72,’94,’96) he was also a committed lawyer: he defended Franca Viola against a medieval machist mentality, and promoted the abolition of the crime of honor law.

After the earthquake that erased 14 cities in the Belice Valley (1968), he dedicated his life to culture and to the people of Gibellina. He called Sicilian artists, as Renato Guttuso, Leonardo Sciascia, Pietro Consagra and Carla Accardi to give a creative answer to the natural devastation and the political indifference.

It took fourteen years to move the citizens to the new city and then Ludovico Corrao - willing to celebrate the rebuilding of Gibellina (as a new Troy) on the ruins of the destroyed city at the dawn of a new destiny - suggested to act the Oresteia in the poetic Sicilian dialect created by Emilio Isgrò.

An operation of faith to regenerate life, performed by the whole population of Gibellina, enriched by the creative and musical performances of the artists.

A message of resurrection for all people whose life and culture is threatened by a seismic history and by the most powerful earthquakes of civilizations shaked by war devastation and by a renewed global despotism.

The “Oresteia festival” marks the beginning of a profound germination of creative encounters among artists as Consagra, Pomodoro, Sialoja and Schifano, architects as Quaroni and Ungers, musicians as John Cage and Philipp Glass, poets as Buttitta and Adonis, and the people of Gibellina artisans, labourers, women and the youth. They worked together at the building of their city by outlining a creative answer to the lifeless project carried out by bureaucrats. The rediscovering of the eternal value of art and beauty gave the chance to dig into the roots of the people identity and history and to find the genius loci in the new city. The exhibition shows the paintings and the sculptures made by the artists who gave their contribution to the city. 

 

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