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LE ESEQUIE DELLA LUNA

Data: 20/07/2019
Ora: 21:15 - 22:30


dal testo di Lucio Piccolo

 

con SILVIA AJELLI

regia di Rosario Tedesco

 

Prima Nazionale per Orestiadi 2019

in collaborazione con Festival Teatro dei due mari

in occasione dei cinquant’anni del primo sbarco sulla Luna

 

20 luglio, ore 21,15

 

Il 20 luglio 1969 l’uomo poggiava piede sulla luna per la prima volta nella storia dell’umanità. A cinquant’anni di distanza da quell’incredibile avvenimento la luna rappresenta ancora oggi un mistero, una fonte d’ispirazione poetica e letteraria: a questa forza evocativa si ispira lo spettacolo prodotto per l’occasione dalle Orestiadi. E proprio per le Orestiadi del 1991 L’esequie della lunafu messo in scena per la prima volta da Roberto Andò. L’esequie della luna è un racconto scritto dal barone Lucio Piccolo di Calanovella, cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. I due scrittori fin da giovani strinsero un profondo sodalizio, intimo e intellettuale, che oltrepassava il semplice legame di parentela. Tuttavia Lucio Piccolo, da poeta eccelso scoperto da Montale ben prima che il Gattopardo fosse scritto, finì per essere relegato nell’ombra di Lampedusa, con l’unico ruolo banale e umiliante di cugino. L’esequie della lunaè uno dei pochi scritti in prosa che Lucio Piccolo abbia composto, “una specie di narrazione fantastica, volutamente barocca e ingenuamente romantica”, per definizione dell’autore. Vi si narra di un Viceré spagnolo in Sicilia a cui viene annunciata la caduta della luna nel suo territorio e mentre le autorità non riescono a prendere nessuna decisione in proposito, la piccola comunità rurale porterà al riposo vicino alle acque i frammenti lunari. L’accostamento a quest’opera che è in realtà in bilico tra prosa, teatro e poesia (nella quale chi scrive si trova nell’epoca delle missioni lunari e ripropone il tema leopardiano della luna) è molto stimolante, sia dal punto di vista linguistico che tematico. Sarà nostro obiettivo dare forma scenica alla singolarità di tale racconto e alla sua portata poetica, considerando questo testo come esemplare della ricerca di soluzioni poetiche in direzione teatrale da parte di Lucio Piccolo.E ci piace ricordare la figura del poeta Lucio Piccolo a cinquant’anni dalla sua scomparsa, avvenuta appunto nel 1969, a pochi mesi di distanza dal primo sbarco sulla luna.

“Ci sono uomini che in determinate epoche arrivano alla perfezione sciogliendosi dall’ambiente in cui vivono e dalle cose del loro tempo, assumendo coscienza della fine e salvandosene nel distacco, nella superiorità, nell’autosufficienza. E in questo senso Piccolo partecipa di una tale perfezione, nella sua vita come nella sua poesia. Un uomo della fine, fine di un mondo, di una credenza o di più credenze, di una società, di una classe, in condizione di sorridere di tutte le follie umane, e che alla follia umana oppone un esprit charmant.”

 

Leonardo Sciascia

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